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La droga preparata in cucina

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La droga preparata in cucina

Messaggiodi Staff.Anarchia.com il giovedì 5 marzo 2009, 15:52

Ecco un bell'articolo esplicativo sul nuovo flagello americano: la droga preparata in cucina con ingredienti comprati al supermercato.

NEW YORK — Da qualche mese era diventato un tipo paranoico Rick Roach, 55 anni (mica un ragazzino), procuratore distrettuale di Pampa (mica un signor nessuno), a casa la moglie Cindy (mica male). In ufficio, Roach non faceva che chiudere a chiave qualsiasi porta. Non rispondeva più al telefono. Faceva pedinare i collaboratori in ogni angolo del Texas, li sgridava per ogni cosa. Aveva le braccia bucherellate, ma sotto la giacca nessuno le vedeva.
Spariva spesso in bagno, ma nessuno ci faceva caso. Un giorno di gennaio, in tribunale sono comparsi due agenti Fbi della squadra narcotici, «procuratore, venga con noi», e tutti hanno capito. Togato e drogato. Nel garage di Roach c’erano sifoni, provette, un fornelletto da campo, efedrina, fosforo, pillole dimagranti Desoxyn sminuzzate, insomma tutto quel che occorre per rischiare cinquant’anni di carcere e per domandarsi che cosa stia succedendo nella profonda provincia americana, se anche un procuratore-Jekyll impazzisce e la sera, chiusi i fascicoli, si trasforma in un Hyde produttore, spacciatore e consumatore di «crystal meth».

È la droga fatta in cucina. O la droga del contadino, come la descrivono i pochi poliziotti che riescono a scovarne i «laboratori» nelle fattorie in mezzo ai boschi, nelle legnaie abbandonate, nei vivai di fiori e negli allevamenti di trote. Facile da preparare: una pentola sul fuoco, la ricetta sta su internet e gl’ingredienti si comprano in un qualunque supermercato Wal-Mart. Economica da produrre: con 260 dollari di spesa se ne fanno 12 grammi. Davvero stupefacente: qualche milligrammo di metamfetamina ingoiato o iniettato, mischiato all’additivo giusto, può dare euforia, ipereccitabilità, insonnia, potenza sessuale, facilità di parola anche per dieci giorni filati.
E’ il mercato fai-da-te, bellezza, e nessuno può farci nulla, neanche i potenti narcos della cocaina e dell’eroina che (unica buona notizia) non possono garantire tutta questa resa con questa poca spesa: la corsa ai «sassi» di metamfetamina cristallizzata, pepite per tutti i cercatori di piacere sintetico, è diventata il problema numero uno della Drug Administration di Bush. Si fanno e se la fanno tutti. Professionisti e camionisti. Casalinghe e studenti. Bianchi e neri. Anche i vecchietti: la polizia del Texas ha sorpreso un pensionato che rubava senza averne bisogno, «solo per scaricare l'irrequietezza e l’aggressività che la "crystal meth" provoca».

È la noia dei sassi, che qui non si buttano dal cavalcavia ma direttamente in corpo. È girato un questionario fra 500 agenzie di controllo sulla droga e la risposta è stata chiara: la meth, la speed, la crystal, la crank o come diavolo la chiamano nei 45 Stati che la combattono, da sballo rurale sta diventando a poco a poco una piaga metropolitana come lo fu il crack, da vecchia moda per eccentrici californiani anni ’90 è ora un dramma sociale che trascina con sé i reati di spaccio (in province con tossicodipendenze al minimo, come l’Arizona o il Nevada, gli arresti sono raddoppiati dal 2003), i furti (+70%) e le violenze domestiche (+62%). Dà subito dipendenza, disidrata, porta alla depressione.
I bambini hanno imparato presto, pure loro: secondo la Us Drug Enforcement governativa, negli ultimi cinque anni sono stati trovati 15 mila minorenni che preparavano sassi. Una giornalista del Financial Times ha girato diverse scuole di provincia e ha raccontato comeil «mito-meth» sia un argomento quotidiano nei pomeriggi annoiati della campagna americana, quanto sia difficile per gl’insegnanti annullare la tentazione dell’ultimo tabù, del «viaggio» a poco prezzo o del guadagno facile. Reprimere, poi, è un’impresa: «appena arriviamo noi scatta l’allarme», ha raccontato uno sceriffo della contea di Houston, il popolo dei sassi s’avverte con gli sms e basta tirare uno sciacquone per fare sparire ogni traccia del laboratorio clandestino.

Il passato è più nero del presente, nella storia della metamfetamina. La usavano i nazisti di Von Paulus, per tenersi su a Stalingrado. La prendevano i kamikaze giapponesi, prima di schiantarsi sulle navi americane. A riscoprirla dopo le anfetamine fu, manco a dirlo, la California «less than zero»: piccolo affare della mala locale, poi tendenza nei party gay, infine accessorio (il Viagra non esisteva) nella vita quotidiana degl’impotenti. Dalla West all’East Coast, il ciclone Meth si sposta lento dalle campagne alle metropoli. Sul web, l’invito a unirsi a un gruppo di fans a Montrose, zona di vita notturna a Houston. Un vero annuncio pubblicitario: «È una droga perfetta per ogni momento della giornata. Ti leva le inibizioni, ti aiuta nella conversazione e... non ti lascia mai solo a letto». Quest’ultima frase è sicuramente una balla: Cindy Roach, la moglie del procuratore di Pampa, ha appena chiesto il divorzio.
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Re: La droga preparata in cucina

Messaggiodi Luana il giovedì 5 marzo 2009, 16:00

Certo che è un bel problema... temo si diffonderà anche da noi. Basta conoscere qualche parola d'inglese e confezionarsi subito una ricetta...

Sarà la nuova piaga sociale di questo secolo?
Luana
 
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